In love with Japan

Un`italiana a Tokyo

L`ospedale a Tokyo (e il mio povero dito) 東京の病院

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La settimana scorsa ho fatto visita a tre ospedali, per due motivi diversi. Nel primo caso un`analisi di routine. Ospedale grande ma vecchio, a dieci minuti di bici da casa. Nel secondo caso mi sono maldestramente inferta un taglio all`indice. Non che v`interessi, ma e` piu` semplice dirlo che lasciare immaginare le peggiori sciagure.

Dunque verso le 5 del pomeriggio (in effetti era venerdi 17…) penso bene di tagliarmi e, ad occhio e croce, un cerotto non basta, quindi nel panico che faccio? Suono il campanello alla padrona-vicina di casa (abbiamo uno storico che vanta: spalare la neve insieme / biscottini alla banana e cioccolato omaggio / sua figlia amante dell`Italia, dove vive il suo fidanzato, quindi per la proprieta` transitiva…le sto simpatica anch`io, evvai!).

Mi siedo sullo scalino d`entrata per evitare di svenirle davanti e peggiorare la situazione, e tengo braccio bene in alto, perche` quel simpatico bassotto marroncino che mi sta saltando intorno non mi lecchi anche il dito scambiandolo per una salsiccia. Lei guarda il dito e annuncia “chiamo la mamma”. Come la mamma? “Ah semo a posto qua!” Perche` una signora sui sessanta chiama la madre, che suppongo ne avra` almeno un`ottantina, di anni? Sara` una specie di maga che cura con le erbe?! Oddio. Contrariamente alle aspettative in 2 minuti spunta una bella signorina: la nuora. Che tutti chiamano okaasan, mamma. Fara` l`infermiera? Osserva il dito e dichiara, andiamo all`ospedale vicino. “Va bene”, dico “No, non mi fa male, grazie”. Ha un viso dolcissimo e sembra anche simpatica, mi sento al sicuro. Arriviamo all`”ospedale”: un ambulatorio ginecologico. Il dottore non vuole neanche vedermi, dice “andate all`ospedale”. Lei lo prega gentilmente (si vede che e` un`affezionata del posto) e lui si fa convincere. Guarda il mio indice, “porca miseria ma come hai fatto? tieni premuto cosi`, stai col braccio alto 15 minuti, se non smette vai all`ospedale”. Io chiacchiero amabilmente con okaasan, e penso, cavolo siamo venute in ospedale e invece dovevamo andare in ospedale! Ma vabbeh, mi fido dei giapponesi, a prescindere. Rientriamo in ambulatorio. Niente. “Vai in ospedale”. Appunto. Il ginecologo, gentilissimo, addirittura chiama per assicurarsi che ci sia ancora il chirurgo di fiducia. Perche` sono le 18 ormai e a quest ora di solito l`ospedale chiude. Chiude?!? Si`, beh, le ambulanze sono ammesse comunque. E le emergenze. Altrimenti meglio aspettare il giorno dopo, o il lunedi`, anche domenica e`chiuso. Va beh, avranno il diritto di andare al templio anche loro, no?

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E` buio, il taxi ci fa scendere davanti ad un edificio che avra` si e no due mesi! Nuovo sbarluccicante, che fico! Un signore ci indica dove scendere al sotterraneo, quello per le emergenze. Compilo un formulario con i dati di base e ci sediamo ad aspettare. 20 minuti al massimo.  Entriamo nella stanza-ambulatorio. La dottoressa, anche se porta la mascherina, si vede che e` giovane. Guarda me e poi okaasan e chiede: “Che cavolo c`entrate voi due?” (ovviamente e` la mia traduzione letterale della sua espressione degli occhi, non delle parole che ha usato). Non possiamo essere amiche, scusa? Ok, appunta qualcosa digitando sulla tastiera e poi mi fa stendere sul lettino. Guarda la mia opera d`arte incuriosita “Pero`!”, anestetico e si mette al lavoro. 30 secondi , 10 punti. Una bomba! Non ho sentito ne` guardato niente. Okaasan invece e`rimasta seduta tutto il tempo a osservare senza batter ciglio. Che donne le giapponesi! Mi chiamano allo sportello, pago all`incirca 70 euro e mi dicono che l` indomani mi confermeranno se la cifra e` corretta, perche` gli uffici sono chiusi quindi non sono sicuri.

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Come funziona l`ospedale in Giappone?

Il giorno dopo torno in ospedale e con la luce del mattino e` bellissimo. Ci sono tipo 10 clienti e due signorine al banco informazioni, un aiutante alle macchine automatiche sulla destra, uno alle casse automatiche sulla sinistra, un`infermiera in piedi vicino alle scale mobili e un altro tizio jolly per aiutare chi(?)unque. Me sembra un film. Me sembra de essere a Tokyo!

Consegno le carte del giorno prima e in 5 minuti mi restituiscono 30 euro della serata precedente (!!!) e mi consegnano la mia carta personale, tipo un badge da usare ogni volta che vengo. D`ora in poi entro in ospedale, inserisco la mia carta nella macchinetta che automaticamente mi chiede “Sei venuta per l`appuntamento delle…al reparto…?” Confermo. La macchinetta sputa fuori il foglio che mi dice a che piano andare. Prendo le scale mobili, che tanto sono solo due piani. Metto la mia cartella nel cestino sul bancone delle segretarie. In 5 minuti mi chiamano e mi dicono davanti a quale ambulatorio aspettare. Visita. Rimetto la cartella nel cestino. Controllano, scendo allo sportello pagamenti. Lascio la cartella e mi danno un numero, quando appare nello schermo posso andare col numero alle macchinette di destra e pagare. Se metto diciamo 5 euro e 20 centesimi, e il conto e` di 3 euro e 20, mi da` il resto intero, 2 euro interi. Capite come? Non ci vuole tanto per programmare una macchina cosi`.

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Assistenza sanitaria in Giappone

In Giappone l`assistenza sanitaria prevede la sottoscrizione ad un`assicurazione sanitaria nazionale che copre il 70% dei costi ospedalieri. Il pagamento mensile dipende dal reddito. Chi percepisce un reddito inferiore ai 10.000 euro annui non paga, mentre normalmente ogni mese il costo e` di circa 100 euro. La prima volta che si entra in un ospedale si paga qualcosa tipo 15 euro (dipende dall`ospedale o ambulatorio). Io ho pagato circa 35 euro per la sutura e poi circa 2 euro per ogni medicazione successiva. Invece per l`analisi di routine ho speso circa 8 euro. Come studentessa che non percepisce alcun reddito per l`assicurazione verso circa 10 euro al mese.

I giapponesi chiamano ospedali (biouin) tutte le strutture di ricezione, pubbliche e private, ambulatori compresi. In caso di necessita` e` meglio rivolgersi ad un ospedale come lo intendiamo noi, con tutti i reparti (sougou byouin).

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La vostra inviata tuttora traumatizzata da ogni tipo di coltello e lama…anche le forbicette della manicure mi mettono una certa soggezione.

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Autore: Laura Grosselle

Vivo a Tokyo dal 2013. Amo il Giappone e la sua cultura. Mi piace scoprirne i paesaggi e raccontare i miei viaggi. Scrivo perche` sono una smemorata e cosi` mi sono decisa a tenere un diario...pubblico, perche` mi piace condividere. Se vuoi puoi scrivermi per commenti, idee, curiosita`... laura punto grosselle chiocciola gmail punto com

2 thoughts on “L`ospedale a Tokyo (e il mio povero dito) 東京の病院

  1. Ciao Laura!!!! interessante questa cose degli ospedali…meno male cmq che non li hai testati con nulla di serio!! sei sempre molto brava a scrivere 😉

    • Ehmmm..come dice Gabri, quando faccio qualcosa la faccio in grande..niente mezze misure. Però tutto sommato è andata da dio! Scusate la lunga descrizione…potevo riassumere un po’!grazie Wally!!! ;)))

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