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Un`italiana a Tokyo

Il mercato del gallo – Tori no ichi 酉の市

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Ogni novembre al tempio Ohtori-Jinja 鷲神社 di Asakusa per due (o tre volte, dipende dall’anno) si festeggia il giorno del gallo (secondo il calendario cinese). Nel 1750 si comprava un gallo e lo si offriva al dio del raccolto e poi tutti si recavano al tempio Senso-ji di Asakusa e lì liberavano i galli. 

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Il Tori no ichi rappresenta un giorno di collegamento fra l’anno che sta per finire e il nuovo anno. Infatti un haiku di Takarai Kikaku (allievo del famoso Matsuo Basho) dice:

春を待つ、

事の始めや、

酉の市

Traduco così: “Aspettando la primavera, Tori-no-ichi è l’ inizio di tutto” (Tutti aspettano la primavera, stagione in cui tutto ha inizio: a scuola, al lavoro, in campagna…  E durante il Tori no Ichi pregano affinchè l’anno successivo sia felice e prospero).

Ancora oggi 200.000 persone si recano al tempio Ohtori di Asakusa per pregare per la buona salute, per invocare la protezione sulla famiglia e per avere guadagni nel commercio. Le 200 bancherelle vendono i 熊手 kumade (letteralmente “zampa di orso”..per la forma), dei “rastrelli” di bambù che sono un concentrato di bamboline e oggetti porta fortuna, in special modo per avere un commercio profiquo.

Tutti portano al tempio il vecchio kumade per farlo bruciare  (come atto simbolico purificatore e di passsaggio) e comprano quello per il nuovo anno.

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I più piccoli costano quasi 100 euro. Noi abbiamo incontrato un commerciante di petrolio che ha speso 800 euro! E infatti quelli della bancherella gli hanno offerto il sake (almeno)!

Viene scritto il nome della famiglia, si aggiunge un rametto di riso e altre decorazioni (mancavano!?) e alla fine si augura una buona fortuna…

Le sacerdotesse del tempio vendono  omamori お守り e le mamoriya 守り弥 (frecce) sempre per buon auspicio e per  invocare la protezione degli dei.

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All’ entrata del templio si scacciano gli spiriti malvagi.

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Attorno al tempio si mangia e si beve…

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Un venditore di shichimi 七味, le sette spezie, mi mostra come le prepara.

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Una volta invece chi si recava al festival si acconciava così

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Mi è venuta voglia di partecipare di più a queste feste e di celebrare anche in casa nostra in modo tradizionale giapponese. Ma poi, a pensarci meglio, il vero spirito zen non ha a che vedere con l’ acquisto di oggetti, ma con il coltivare la purezza, la rettitudine, la forza e l’armonia. Solo così i propositi e i desideri per il nuovo anno si potranno realizzare.

La vostra inviata,

Laura Grosselle

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Autore: Laura Grosselle

Vivo a Tokyo dal 2013. Amo il Giappone e la sua cultura. Mi piace scoprirne i paesaggi e raccontare i miei viaggi. Scrivo perche` sono una smemorata e cosi` mi sono decisa a tenere un diario...pubblico, perche` mi piace condividere. Se vuoi puoi scrivermi per commenti, idee, curiosita`... laura punto grosselle chiocciola gmail punto com

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